2) La Risposta del Cuore
Che cos'è la vera fede? Che cosa significa arrendersi a Dio? Scopri che conversione e ravvedimento sono doni di Dio, non meriti umani.
Nella lezione precedente abbiamo visto che il problema del peccato è troppo profondo per essere risolto da soli, e che Dio ha preso l’iniziativa sulla croce. Ma se la salvezza è un dono, come la riceviamo? Dobbiamo fare qualcosa?
La risposta coinvolge quattro parole che spesso comprendiamo male: fede, resa, conversione e ravvedimento. In questa lezione scopriremo che queste parole significano qualcosa di molto diverso da ciò che immaginiamo.
Fede: Piu Che Credere
Tutti “credono” in qualcosa. Ma la fede descritta dalla Bibbia va molto oltre l’accettare una lista di dottrine.
Che cosa mostra Giacomo 2:19 sulla semplice credenza intellettuale?
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Risposta: Che da sola non è fede salvifica
Giacomo 2:19: "Tu credi che v’è un sol Dio, e fai bene; anche i demoni lo credono e tremano."
I demoni credono, e tremano. Hanno informazioni corrette su Dio, ma non hanno una relazione con Lui. La fede salvifica è diversa: è fiducia personale. È conoscere Dio, non soltanto sapere qualcosa su di Lui. Come dice : “Questa è la vita eterna: che conoscano te.”
“La fede che conduce alla salvezza non è una fede occasionale, non è il semplice assenso dell’intelletto; è la fede radicata nel cuore che abbraccia Cristo come Salvatore personale.” — traduzione locale; fonte verificata in portoghese: Ellen G. White, Reavivamento Verdadeiro, p. 25, par. 2.
Come definisce la Bibbia la vera fede?
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Risposta: Il fondamento sicuro delle cose che si sperano e la prova di quelle che non si vedono
Ebrei 11:1: "Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono."
La fede non richiede assenza di dubbio. Il padre del ragazzo indemoniato disse con onestà: “Io credo; aiuta la mia incredulità” (). Gesù non lo respinse a causa del dubbio. La fede è un passo di fiducia, anche quando non abbiamo tutte le risposte.
Resa: Rinunciare a Se Stessi
La parola “resa” spaventa molte persone. Sembra debolezza. Ma nel contesto spirituale, arrendersi è l’atto più coraggioso che una persona possa compiere.
Che cosa intendeva Gesù con 'rinneghi se stesso'?
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Risposta: Negare la propria volontà, prendere la croce e seguire Cristo
Matteo 16:24: "Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua."
Arrendersi non significa abbandonare la vita, ma smettere di metterla al centro. Significa negare la propria volontà, prendere la croce e seguire Cristo. Significa anche smettere di confidare nel proprio discernimento () e consegnare il controllo a Dio.
“Non potete cambiare il vostro cuore, non potete da voi stessi consacrare a Dio i vostri affetti; ma potete scegliere di servirlo.” — traduzione locale; fonte verificata in portoghese: Ellen G. White, Caminho a Cristo, p. 47, par. 1.
Che cosa significa presentare il corpo come 'sacrificio vivente' a Dio?
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Risposta: Consegnare tutta la vita, decisioni, piani e volontà, nelle mani di Dio
Romani 12:1: "Io vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio; il che è il vostro culto spirituale."
Paolo usa l’espressione “sacrificio vivente”: è un paradosso intenzionale. Diversamente dai sacrifici dell’Antico Testamento, questo non muore. È una consegna quotidiana, continua, consapevole. Non è qualcosa che facciamo una volta sola, ma un atteggiamento che manteniamo: Dio al centro, io nelle Sue mani.
Conversione: Opera di Dio, Non Nostra
Molte persone pensano di dover “cambiare vita” prima di avvicinarsi a Dio. La Bibbia insegna esattamente il contrario.
Chi è il vero autore della conversione, cioè della trasformazione del cuore umano?
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Risposta: Dio, per mezzo dello Spirito Santo: nascere di nuovo è opera divina
Giovanni 3:3: "Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio."; Giovanni 3:5-6: "Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito."
Gesù disse a Nicodemo: bisogna nascere di nuovo. E come nessuno nasce la prima volta per decisione propria, anche la nuova nascita non dipende dal nostro sforzo. È Dio che dona il “cuore nuovo” (). È Dio che genera la nuova creatura.
Che cosa accade quando qualcuno è 'in Cristo'?
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Risposta: In Cristo diventa una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, tutto è diventato nuovo
2 Corinzi 5:17: "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove."
La conversione non è riforma: è trasformazione. Non è migliorare il vecchio. È nascere di nuovo. Non è rattoppare, è ricreare. Quest’opera comincia in Dio e dipende dalla Sua potenza. La nostra parte è rispondere alla grazia, confidare in Lui e permettergli di trasformare il cuore.
Ravvedimento: Un Dono di Dio, Non un’Opera Umana
Ecco una delle verità più sorprendenti delle Scritture: il ravvedimento non è qualcosa che produciamo per meritare il perdono di Dio. È un dono che Dio ci concede.
Da dove viene il vero ravvedimento?
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Risposta: Da Dio: Egli concede il ravvedimento come un dono
Atti 5:31: "Esso ha Iddio esaltato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e remission dei peccati."
Atti 5:31 dice che Dio ha esaltato Gesù “per dare a Israele ravvedimento e perdono dei peccati.” Questo non significa che il ravvedimento sia inutile. Significa che non nasce dallo sforzo umano. Cristo concede il ravvedimento, e insieme ad esso offre il perdono al peccatore che si volge a Dio.
Che cosa conduce l'essere umano al ravvedimento?
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Risposta: La benignità, cioè la bontà, di Dio
Romani 2:4: "Ovvero sprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la benignità di Dio ti trae a ravvedimento?"
Paolo è chiaro: è la bontà di Dio che ci conduce al ravvedimento. Non la paura, non la pressione, non la colpa: la bontà. Quando comprendiamo quanto Dio è buono, il nostro cuore si spezza naturalmente. È come descrive Geremia: “Dopo che mi hai convertito, mi sono ravveduto” (). Prima Dio agisce, poi noi rispondiamo.
“Il ravvedimento, non meno del perdono e della giustificazione, è dono di Dio, e non può essere sperimentato se non viene concesso all’anima da Cristo.” — traduzione locale; fonte verificata in portoghese: Ellen G. White, Mensagens Escolhidas, vol. 1, p. 391, par. 1.
E Adesso?
Avere fede significa confidare in Dio. La resa implica consegnare la propria vita. La conversione rappresenta una nuova nascita spirituale. E il ravvedimento nasce come un dono di grazia che riceviamo.
Tutto questo punta nella stessa direzione: la vita cristiana comincia con Dio. Egli prende l’iniziativa dandoci la fede e trasformando il nostro cuore. A noi spetta accettare questo dono e riposare nella Sua grazia.
La Mia Decisione
Comprendo che la vera fede è confidare in Dio come Persona, non soltanto accettare dottrine. Decido di arrendermi a Lui, non per paura, ma per fiducia. Riconosco che la conversione e il ravvedimento sono doni che Dio mi offre, e li accetto con gratitudine.