5) Ubbidienza e la Legge
L'ubbidienza è frutto o radice della salvezza? Qual è il ruolo della legge? Scopri che le opere sono risultato della fede, e che la legge è specchio, non scala per il cielo.
Se la salvezza è per fede e non per opere, allora a che cosa servono l’ubbidienza, la legge e le buone opere? Possiamo semplicemente ignorarle? Questa è una delle domande più importanti, e più fraintese, della vita cristiana.
In questa lezione vedremo che ubbidienza, legge e opere hanno un ruolo fondamentale. Ma non è quello che molti pensano. L’ordine fa tutta la differenza.
Ubbidienza: Frutto, Non Radice
Molte persone vivono la vita cristiana al contrario: cercano di ubbidire per essere accettate da Dio. La Bibbia insegna l’opposto.
Qual è la motivazione corretta per l'ubbidienza secondo Gesù?
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Risposta: Amore: 'Se mi amate, osservate i miei comandamenti'
Giovanni 14:15: "Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti."
L’ordine di Gesù è rivelatore: prima amore, poi ubbidienza. Non “ubbidite affinché io vi ami.” Ma “se mi amate, osserverete i miei comandamenti.” L’amore viene prima. L’ubbidienza è la risposta naturale di chi ama. È frutto, non radice.
Come descrive la Bibbia la relazione tra amore e legge?
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Risposta: L'amore è l'adempimento della legge
Romani 13:10: "L’amore non fa male alcuno al prossimo; l’amore, quindi, è l’adempimento della legge."
Paolo fa un’affermazione sorprendente: “l’amore è l’adempimento della legge.” Quando amiamo, adempiamo la legge naturalmente, senza legalismo, senza cercare di comprare il favore di Dio. E aggiunge che “i suoi comandamenti non sono gravosi.” Per chi ama, ubbidire non è un peso. È gioia.
“La vera ubbidienza è l’espressione di un principio interiore. Nasce dall’amore per la giustizia, dall’amore per la legge di Dio.” — traduzione locale; fonte verificata in portoghese: Ellen G. White, Parábolas de Jesus, p. 43, par. 3.
La Legge: Specchio, Non Scala
Se l’ubbidienza è frutto dell’amore, qual è allora la funzione della legge? Perché Dio ha dato i comandamenti?
Qual è la funzione della legge secondo Paolo?
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Risposta: Rivelare il peccato: mediante la legge viene la conoscenza del peccato
Romani 3:20: "poiché per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto; giacché mediante la legge è data la conoscenza del peccato."
La legge è come uno specchio: mostra lo sporco, ma non lo pulisce. Mostra il peccato, ma non lo rimuove. dice che Paolo non avrebbe conosciuto il peccato se la legge non avesse detto “non concupire.” La legge ha una funzione rivelatrice: ci mostra il nostro bisogno di un Salvatore.
A chi paragona Giacomo la persona che ascolta la Parola e non la mette in pratica?
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Risposta: A qualcuno che si guarda allo specchio e subito dimentica com'era
Giacomo 1:23-25: "Perché, se uno è uditore della Parola e non facitore, è simile a un uomo che mira la sua natural faccia in uno specchio; e quando s’è mirato se ne va, e subito dimentica qual era. Ma chi riguarda bene addentro nella legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera, questi, non essendo un uditore dimentichevole ma facitore dell’opera, sarà beato nel suo operare."
Giacomo usa l’immagine dello specchio: la persona si guarda, vede com’è, e se ne va. La legge mostra chi siamo. Ma nota: Giacomo chiama la legge “legge perfetta della libertà” (). La legge non è prigione. Vista correttamente, è guida per una vita libera.
La fede annulla la legge?
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Risposta: Niente affatto: la fede stabilisce, cioè conferma, la legge
Romani 3:31: "Annulliamo noi dunque la legge mediante la fede? Così non sia; anzi, stabiliamo la legge."
Paolo anticipa l’obiezione e risponde con fermezza: la fede non annulla la legge. Al contrario, stabilisce la legge. Quando viviamo per fede e per amore, adempiamo la legge in modo più autentico di quanto qualsiasi sforzo legalista potrebbe mai ottenere.
“La legge di Dio è lo specchio che presenta un riflesso completo dell’uomo com’egli è e gli mostra la giusta immagine.” — traduzione locale; fonte verificata in portoghese: Ellen G. White, Fé e Obras, p. 27, par. 2.
Opere: Risultato, Non Causa
Se siamo salvati per fede, le opere sono inutili? Assolutamente no. Ma dobbiamo capire l’ordine corretto.
Per che cosa siamo stati creati in Cristo, secondo Efesini?
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Risposta: Per le buone opere che Dio ha preparato in precedenza
Efesini 2:10: "perché noi siamo fattura di lui, essendo stati creati in Cristo Gesù per le buone opere, le quali Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo."
Nota la sequenza di : siamo “opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere.” Le opere sono lo scopo della nuova creazione, non la sua causa. Dio ci salva, e poi ci rende capaci di vivere secondo la Sua volontà.
Come spiegò Gesù la relazione tra l'albero e i frutti?
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Risposta: Ogni albero buono produce naturalmente buoni frutti
Matteo 7:16-17: "Voi li riconoscerete dai loro frutti. Si colgon forse delle uve dalle spine, o dei fichi dai triboli? Così, ogni albero buono fa frutti buoni; ma l’albero cattivo fa frutti cattivi."
L’albero buono produce buoni frutti. Non è il frutto a rendere buono l’albero: è l’albero buono che naturalmente genera buoni frutti. elenca questi frutti: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. Nota che dice “frutto dello Spirito”, non “frutto dello sforzo umano.”
La fede senza opere è...
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Risposta: Morta, come il corpo senza spirito è morto
Giacomo 2:26: "Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta."
Giacomo non contraddice Paolo. Lo completa. La fede senza opere non è fede: è teoria. Le opere senza fede non sono ubbidienza: sono legalismo. Insieme, fede e opere formano un tutto coerente: crediamo, e poiché crediamo, viviamo di conseguenza.
“Le opere non ci salveranno mai; è il merito di Cristo che sarà efficace in nostro favore.” — traduzione locale; fonte verificata in portoghese: Ellen G. White, Fé e Obras, p. 42, par. 3.
E Adesso?
L’ubbidienza nasce da chi è già stato accettato in Cristo, invece di essere la base della nostra accettazione davanti a Dio. La legge funziona come uno specchio che rivela il nostro bisogno di Cristo, non come una scala per il cielo. Così, le opere sorgono come il frutto naturale della fede, lontane dall’essere la causa della salvezza.
L’invito di Dio non è mai stato: “ubbidisci per essere salvato.” In Cristo riceviamo la grazia che ci rende figli di Dio; ora siamo chiamati a vivere come Suoi figli.
La Mia Decisione
Comprendo che l’ubbidienza è frutto dell’amore, non la base della mia accettazione davanti a Dio. Accetto che la legge mi rivela il mio bisogno di Cristo e che le buone opere sono il risultato naturale di una vita di fede. Desidero ubbidire a Dio per amore, non per paura.