6) Testi Difficili sulla Morte

Comprendere i passi biblici che sembrano contraddire l'insegnamento sullo stato dei morti

Nel corso di questo studio abbiamo visto decine di testi biblici che insegnano chiaramente che i morti sono inconsci fino alla risurrezione. Ecclesiaste, Salmi, Giobbe, Paolo, Gesù stesso: tutti confermano questa verità.

Tuttavia, esiste una mezza dozzina di passi che, a prima vista, sembrano contraddire questo insegnamento. I critici citano spesso questi testi per difendere l’immortalità dell’anima. Ma sono davvero contraddittori?

In questa lezione esamineremo questi “testi difficili” e scopriremo che, quando sono compresi correttamente, tutti si armonizzano con l’insegnamento biblico sulla morte.

Principio importante: La Bibbia non si contraddice. Quando una manciata di testi sembra discordare da decine di altri, dobbiamo interpretare i pochi alla luce dei molti, non il contrario.

1. Il Ricco e Lazzaro (Luca 16:19-31)

Che cos'è la storia del ricco e Lazzaro?

Che cos'è la storia del ricco e Lazzaro?
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Risposta: Una parabola che usa immagini conosciute all'epoca

Luca 16:19-31: "Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di la si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse."

Gesù usava spesso parabole: storie fittizie per insegnare verità spirituali. Questo passo si trova in una serie di parabole (il figlio prodigo, l’amministratore infedele, ecc.).

Se fosse letterale, avremmo seri problemi:

  • Il cielo e l’inferno sarebbero così vicini che le persone potrebbero conversare?
  • I salvati vedrebbero la sofferenza dei perduti per tutta l’eternità?
  • Tutti i salvati entrerebbero letteralmente nel “seno di Abramo”?
  • I morti avrebbero corpi fisici (lingua, dita) prima della risurrezione?

Il punto della parabola non è descrivere la geografia dell’aldilà, ma:

  • Avvertire i farisei che rifiutavano “Mosè e i profeti” ()
  • Criticare la teologia della prosperità: i farisei credevano che la ricchezza fosse segno di benedizione divina e la povertà una maledizione. Gesù rovescia questa idea: il povero è consolato, il ricco è tormentato.

“In questa parabola Cristo si avvicinava al popolo sul suo stesso terreno. La dottrina di uno stato cosciente di esistenza tra la morte e la risurrezione era sostenuta da molti di coloro che ascoltavano le parole di Cristo. Il Salvatore conosceva le loro idee e compose la Sua parabola in modo da inculcare verità importanti al posto di quelle opinioni preconcette.” — Ellen G. White, Parábolas de Jesus, p. 136, par. 2; traduzione locale, fonte verificata in portoghese.

Qual era il vero scopo della parabola del ricco e Lazzaro?

Qual era il vero scopo della parabola del ricco e Lazzaro?
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Risposta: Avvertire contro il rifiuto della Parola di Dio (Mosè e i profeti)

Luca 16:29-31: "Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse."

2. Il Ladrone sulla Croce (Luca 23:43)

Gesù andò in paradiso nello stesso giorno in cui morì?

Gesù andò in paradiso nello stesso giorno in cui morì?
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Risposta: No: tre giorni dopo disse a Maria: 'Non sono ancora salito al Padre'

Giovanni 20:17: "Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro."

Se Gesù promise di essere con il ladrone in paradiso “oggi”, ma tre giorni dopo disse che non era ancora salito al Padre, c’è una contraddizione?

No. Il problema sta nella punteggiatura. I manoscritti greci originali non avevano virgole. La posizione della virgola cambia tutto.

Inoltre, quando Maria volle toccarLo dopo la risurrezione, Gesù glielo impedì dicendo: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre mio” (). Se Gesù fosse andato in paradiso il venerdì, perché avrebbe detto la domenica che non era ancora salito?

  • Errata: “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso”
  • Corretta: “In verità ti dico oggi, sarai con me in paradiso”

Nella seconda lettura, “oggi” si riferisce al momento della promessa, non al momento del compimento. Gesù stava dicendo: “Oggi, in questo giorno di apparente sconfitta, io ti garantisco: tu sarai con me in paradiso.”

“In verità ti dico oggi, che sarai con me in Paradiso. Cristo non promise che il ladrone sarebbe stato con Lui in Paradiso quel giorno. Egli stesso non andò quel giorno in Paradiso. Dormì nel sepolcro e, la mattina della risurrezione, disse: ‘Non sono ancora salito al Padre mio’.” — Ellen G. White, O Desejado de Todas as Nações, p. 531, par. 1; traduzione locale, fonte verificata in portoghese.

Quando il ladrone sarà effettivamente con Gesù in paradiso?

Quando il ladrone sarà effettivamente con Gesù in paradiso?
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Risposta: Nella risurrezione, quando Gesù tornerà

1 Tessalonicesi 4:16-17: "perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore."

3. Mosè nella Trasfigurazione (Matteo 17:1-3)

Mosè apparve nella trasfigurazione perché i morti sono coscienti?

Mosè apparve nella trasfigurazione perché i morti sono coscienti?
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Risposta: No: Mosè fu risuscitato, un caso speciale

Matteo 17:1-3: "Sei giorni dopo, Gesù prese seco Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E fu trasfigurato dinanzi a loro; la sua faccia risplendé come il sole, e i suoi vestiti divennero candidi come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che stavan conversando con lui."

Mosè morì e fu sepolto da Dio (). Allora come apparve nella trasfigurazione?

rivela: “quando l’arcangelo Michele contendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mosè…” Perché ci sarebbe stata una disputa per un corpo?

La Bibbia non descrive in dettaglio tutto l’esito di questa controversia. Ma il quadro biblico indica un intervento speciale di Dio: Mosè morì e fu sepolto (), ci fu una disputa per il suo corpo (), e poi egli apparve accanto a Elia, conversando con Gesù sul monte (). Per questo comprendiamo che Mosè fu risuscitato per intervento divino.

La conclusione: Mosè fu risuscitato, un caso speciale che anticipava il potere della croce. Nella trasfigurazione, Gesù fu visitato dai rappresentanti di due gruppi: i risuscitati (Mosè) e i traslati (Elia, che non morì: ).

Questo conferma, non contraddice, la dottrina della risurrezione come unica forma di vita dopo la morte.

“Mosè passò attraverso la morte, ma Cristo discese e gli diede vita prima che il suo corpo vedesse la corruzione. Satana cercò di trattenere il corpo, pretendendolo come suo; ma Michele risuscitò Mosè e lo portò in Cielo. Satana maledisse amaramente Dio, accusandoLo di ingiustizia per aver permesso che la sua preda gli fosse tolta; Cristo, però, non rimproverò il Suo avversario, sebbene fosse per la sua tentazione che il servo di Dio era caduto. Con mansuetudine lo rimise al Padre Suo, dicendo: ‘Il Signore ti rimproveri’.” — Ellen G. White, Primeiros Escritos, p. 164, par. 2; traduzione locale, fonte verificata in portoghese.

Perché l'apparizione di Mosè ed Elia conferma la dottrina della risurrezione?

Perché l'apparizione di Mosè ed Elia conferma la dottrina della risurrezione?
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Risposta: Perché Mosè fu risuscitato ed Elia fu traslato senza morire

Giuda 1:9: "Invece, l’arcangelo Michele quando, contendendo col diavolo, disputava circa il corpo di Mosè, non ardì lanciare contro a lui un giudizio ingiurioso, ma disse: Ti sgridi il Signore!"

4. Spiriti in Prigione (1 Pietro 3:18-20)

Quando Cristo predicò agli 'spiriti in prigione'?

Quando Cristo predicò agli 'spiriti in prigione'?
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Risposta: Nei giorni di Noè, attraverso lo Spirito Santo

1 Pietro 3:19-20: "e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè, mentre si preparava l’arca; nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate tra mezzo all’acqua."

Il testo dice che Cristo predicò “agli spiriti in prigione, i quali un tempo furono disubbidienti, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè” (vv. 19-20).

La chiave si trova in : “lo Spirito di Cristo che era in loro [i profeti]”. Cristo predicava attraverso i profeti dell’Antico Testamento!

Dunque: Cristo, mediante lo Spirito, predicò attraverso Noè alle persone di quella generazione. Quelle persone erano “in prigione”: non una prigione letterale di anime, ma la prigione spirituale del peccato e della ribellione.

conferma: “Il mio Spirito non contenderà per sempre con l’uomo”. Lo Spirito era attivo nei giorni di Noè, chiamando al pentimento.

completa: “Noè, predicatore di giustizia”. Egli fu lo strumento umano attraverso il quale Cristo predicò a quella generazione ribelle.

“Noè predicò al popolo del suo tempo che Dio avrebbe dato loro centoventi anni per pentirsi dei loro peccati e rifugiarsi nell’arca; ma essi non accolsero il grazioso invito.” — Ellen G. White, Testemunhos para a Igreja 4, p. 308, par. 2; traduzione locale, fonte verificata in portoghese.

5. Partire ed Essere con Cristo (Filippesi 1:23)

Paolo desiderava partire ed essere con Cristo. Questo prova una coscienza immediata dopo la morte?

Paolo desiderava partire ed essere con Cristo. Questo prova una coscienza immediata dopo la morte?
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Risposta: No: Paolo si concentra sul risultato finale, non sull'intervallo

Filippesi 1:23: "Io sono stretto dai due lati: ho desiderio di partire e d’esser con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore;"

Paolo desiderava “partire ed essere con Cristo” (). Sembra immediato, vero? Ma osserva ciò che Paolo NON dice:

  • Non descrive che cosa accade tra la morte e l’essere con Cristo
  • Non menziona un‘“anima” che va in cielo
  • Non contraddice ciò che ha insegnato altrove

In , lo stesso Paolo scrive: “I morti in Cristo risusciteranno per primi… e così saremo sempre con il Signore”. Essere con Cristo avviene NELLA RISURREZIONE.

Allora perché “partire ed essere” sembra immediato? Perché per chi muore lo è! I morti non hanno coscienza del tempo (). Dal punto di vista di Paolo, chiudere gli occhi nella morte sarebbe riaprirli nella risurrezione, senza percepire i secoli tra un momento e l’altro.

È come un’anestesia: ti addormenti e, nell’istante successivo (dal tuo punto di vista), ti svegli, anche se sono passate ore.

“Per il credente la morte non è se non cosa di poca importanza. Cristo ne parla come se avesse poco valore. ‘Se uno osserva la Mia parola, non vedrà mai la morte’, ‘non gusterà mai la morte’.” — Ellen G. White, O Desejado de Todas as Nações, p. 556, par. 3; traduzione locale, fonte verificata in portoghese.

Perché, per chi muore, 'partire ed essere con Cristo' sembra istantaneo?

Perché, per chi muore, 'partire ed essere con Cristo' sembra istantaneo?
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Risposta: Perché i morti non hanno coscienza del tempo

Ecclesiaste 9:5: "Difatti, i viventi sanno che morranno; ma i morti non sanno nulla, e non v’è più per essi alcun salario; poiché la loro memoria è dimenticata."

6. Anime Sotto l’Altare (Apocalisse 6:9-10)

Le 'anime sotto l'altare' in Apocalisse 6 sono letteralmente persone coscienti in cielo?

Le 'anime sotto l'altare' in Apocalisse 6 sono letteralmente persone coscienti in cielo?
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Risposta: No: è linguaggio simbolico, come il sangue di Abele che grida

Apocalisse 6:9-10: "E quando ebbe aperto il quinto suggello, io vidi sotto l’altare le anime di quelli ch’erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che aveano resa; e gridarono con gran voce, dicendo: Fino a quando, o nostro Signore che sei santo e verace, non fai tu giudicio e non vendichi il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?"

L’Apocalisse è il libro più simbolico della Bibbia. In esso troviamo:

  • Un agnello con sette corna e sette occhi ()
  • Un dragone rosso con sette teste ()
  • Una donna vestita di sole ()
  • Cavallette con volti umani e code di scorpione ()

Nessuno interpreta questi simboli letteralmente. Perché allora interpretare le “anime sotto l’altare” letteralmente?

Il parallelo biblico è : “La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra”. Il sangue di Abele stava letteralmente gridando? Certamente no! L’espressione significa che l’ingiustizia grida giustizia davanti a Dio.

Allo stesso modo, i martiri che “gridano” rappresentano simbolicamente che il loro sangue versato invoca giustizia: non significa che siano coscienti sotto un altare letterale in cielo.

Inoltre, osserva: ricevono “vesti bianche” (v. 11). Anime disincarnate indossano abiti fisici? Il simbolismo è evidente.

Quale parallelo biblico aiuta a comprendere le 'anime che gridano' in Apocalisse 6?

Quale parallelo biblico aiuta a comprendere le 'anime che gridano' in Apocalisse 6?
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Risposta: Il sangue di Abele che grida dalla terra

Genesi 4:10: "E l’Eterno disse: “Che hai tu fatto? la voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra."

Il Principio che Risolve Tutto

Esaminando questi sei “testi difficili”, scopriamo che nessuno di essi contraddice realmente l’insegnamento biblico sulla morte. Ciascuno, quando è compreso correttamente nel suo contesto, si armonizza perfettamente con le decine di passi chiari che abbiamo studiato nelle lezioni precedenti.

Riassunto delle soluzioni:

TestoSoluzione
Ricco e LazzaroParabola, non descrizione letterale dell’aldilà
Ladrone sulla croceQuestione di punteggiatura: “oggi” modifica la promessa
Mosè nella trasfigurazioneFu risuscitato, caso speciale
Spiriti in prigioneCristo predicò attraverso Noè ai vivi
Partire ed essere con CristoPer chi dorme non c’è percezione del tempo
Anime sotto l’altareLinguaggio simbolico, come il sangue di Abele

Il principio ermeneutico fondamentale:

Quando una mezza dozzina di testi oscuri sembrano contraddire decine di testi chiari, interpretiamo i pochi alla luce dei molti, mai il contrario. La Bibbia è la propria interprete, e Dio non si contraddice.

“Le verità più chiaramente rivelate nella Sacra Scrittura sono state avvolte nel dubbio e nelle tenebre da uomini dotti che, con pretesa di grande sapienza, insegnano che le Scritture hanno un senso mistico, segreto, spirituale, che non traspare dal linguaggio impiegato.” — Ellen G. White, O Grande Conflito, p. 598, par. 3; traduzione locale, fonte verificata in portoghese.

E Ora?

Concludendo questa lezione sui testi difficili, sei equipaggiato per:

  1. Riposare nella verità: i tuoi cari morti in Cristo dormono in pace, aspettando la risurrezione gloriosa.

  2. Rispondere con fiducia: quando qualcuno citerà questi “testi difficili”, saprai spiegare il loro vero significato.

  3. Rifiutare l’inganno: la dottrina dell’immortalità dell’anima apre le porte allo spiritismo e alla comunicazione con presunti “morti” che in realtà sono spiriti ingannatori.

  4. Vivere con speranza: la risurrezione non è un concetto astratto, ma la promessa concreta del ricongiungimento con quelli che dormono in Cristo.

  5. Confidare nella Parola: la Bibbia è coerente dalla Genesi all’Apocalisse. Quando sembra esserci una contraddizione, il problema è nella nostra comprensione, non nel testo sacro.

La Mia Decisione

Credo che la Bibbia è coerente e non si contraddice. Accetto che i testi difficili, quando sono compresi correttamente, confermano la verità sulla morte: i morti dormono inconsciamente fino alla risurrezione. Respingo interpretazioni che contraddicono la chiara testimonianza delle Scritture e attendo con speranza il giorno in cui Gesù tornerà per risvegliare quelli che dormono.